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31 Dicembre 2025In Libreria e negli store on line il romanzo “Bar Selvaggi”, edito da De Cultura, ad opera dello scrittore veliterno Alessandro Castrichella. La location che fa da sfondo a questo interessante romanzo è un rifugio, un’arena, un teatro dove ogni cliente porta con sé l’ombra di un animale: il lupo, la mantide, la volpe, la pantera… Landolfo, zoologo erede riluttante del locale, si ritrova al centro di una battaglia inattesa: difendere il bar che lo ha cresciuto dalle mire spietate di Elsa, la “mantide” divenuta imprenditrice, e del potente sindaco Concolor, un puma con troppi segreti. Ne abbiamo parlato con l’autore, classe 1998, che dopo diverse esperienze con il racconto breve e numerosi autorevoli riconoscimenti (fra i quali due menzioni onorevoli al concorso letterario Aldo Venier nel 2020 e 2021, la vittoria del concorso Racconti nella rete, LuccAutori 2021 e l’arrivo come finalista al premio Rocca Flea nel 2022) ha esordito con la forma del romanzo.
Alessandro, questa non è la sua prima esperienza editoriale. Come nasce questo romanzo cosi voluminoso e articolato?
Ho avuto spesso modo di cimentarmi con racconti brevi però questo è il primo romanzo completo che scrivo quindi mi sono voluto mettere a mio agio partendo da un luogo a me familiare, il bar, e utilizzarlo come centro della narrazione. Intorno al bar si sviluppano le vicende di tutti i personaggi, sia i principali, sia le comparse, e diviene il polo centrale nel quale aleggia sempre la domanda “chi entrerà adesso?”. A questa idea iniziale ho aggiunto il tratto animalesco dei personaggi come caratterizzazione; ho cercato di rappresentarli stravaganti, eccessivi, peculiari perché è esattamente quello che penso siano le persone. La storia non era ben definita dall’inizio quindi mi ha preso per mano durante tutta la stesura. Non sapevo effettivamente quanto sarebbe stato lungo e corposo quando ho iniziato e secondo me ha avuto la sua naturale conclusione.
Qual è il personaggio a lei più vicino di Bar Selvaggi e perché?
Il protagonista narra la storia in prima persona quindi inevitabilmente si porta dietro la mia voce, però ci sono tanti piccoli aspetti del mio carattere sparsi per tutti i comprimari. Di me c’è tanto nel percorso che compie il protagonista che parte un po’ dall’idea di subire gli avvenimenti da dietro il bancone e arriva a essere parte attiva della storia; diciamo che questo è l’aspetto che mi rispecchia maggiormente.
Quale simbologia si cela dietro le dinamiche e i caratteri dei personaggi del romanzo? Che messaggio vuole fare passare a livello narrativo?
Questa, a mio parere, è la parte più interessante del romanzo: i personaggi sono archetipi mascherati da stereotipi. Ho speso molto tempo nel definirli, particolarmente dal punto di vista somatico e nel modo di parlare unico di ognuno di loro. Durante la lettura ci si rende conto di riconoscerli immediatamente poco dopo che sono entrati in scena, quando danno una risposta o fanno un commento della situazione, questo tratto è tipico delle persone che amo raccontare. I personaggi di questo romanzo sono caratteristici ed è questo il messaggio che ho voluto mandare, volevo che passassero come personalità riconoscibili nelle persone intorno a noi. Le dinamiche che vivono sono dinamiche tipicamente umane quotidiane; il fatto di identificarli come animali con dei loro connotati simboleggia un’implicita attesa e aspettativa delle risposte e delle azioni che compiranno solo per il fatto di essere come sono. Questa aspettativa viene tradita o confermata ed è esattamente quello che accade quando si dialogo con un conoscente o un amico e ci si immagina già cosa farà o dirà in una determinata occasione.
Quanto la realtà la ha ispirata e la ispira nella scrittura e in questo libro e quanto spazio invece lascia alla fantasia?
Il romanzo emana un forte presa sulla realtà nonostante i personaggi abbiano dei tratti animaleschi e i luoghi siano inventati. Parlano come parliamo, si prendono in giro come ci prendiamo in giro nel nostro gruppo di amici e via dicendo: è una commedia che, per quanto mantenga toni volutamente grotteschi surreali e caotici, è decisamente verosimile.



